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Non l'ho letto e non mi piace

Quello esposto nel titolo di questo post è un approccio poco lodevole. Cosa c'è di meno laico che giudicare senza conoscere, cioè per partito preso? Eppure.

Eppure, confesso che la lettura dell'articolo di Pigi Battista sul libro di Umberto Galimberti mi ha procurato compiacimento. Anzi, autocompiacimento, per la mia ignoranza. Infatti, non solo ignoravo che Galimberti avesse scritto un libro intitolato Il viandante della filosofia,  ma ignoravo persino dell'esistenza di Galimberti. La mia ignoranza deriva, con ogni probabilità, dalla scarsa frequentazione dello schermo televisivo, dato che, a quanto pare, questo Galimberti ci è di casa.

Da cosa deriva, quindi, il mio compiacimento? Si potrebbe pensare che si tratti di snobistico rifiuto del mezzo televisivo, con annessa convinzione di superiorità nei confronti di chi lo pratica: convinzione di superiorità spinta fino a preferire la propria ignoranza all'altrui conoscenza. Può darsi. Occorre però prendere in laica considerazione anche l'ipotesi che io, negli anni, abbia sviluppato un certo fiuto. La cialtroneria puzza.

Pubblicato il 9/5/2011 alle 10.18 nella rubrica Diario.

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