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Joan Sutherland

Quella che ci ha lasciato è stata una delle più belle voci in assoluto. Credo che, per bellezza, si possa paragonare solo a un'altra, sia pure diversissima, e cioè quella di Renata Tebaldi.

Ma io non sono un esperto di voci. Non sono in grado di fare un'analisi tecnica sullo strumento vocale (mentre, a parte la modestia, sono in grado di valutare in modo autonomo un'interpretazione). Tuttavia, ci sono casi nei quali la bellezza dello strumento riesce da sola a rendere magnificamente una partitura operistica. E' il caso di alcune opere del Verdi ruspante, in primis il Rigoletto e il Trovatore. Opere, a mio parere, scritte proprio e solo per le voci, nelle quali il pubblico cerca le voci, e è giusto che le abbia. Per questo, nonostante la critica le riconosca a comunemente altre doti da quelle di soprano drammatico, a me la Sutherland piace anche e soprattutto là dove ci dà dentro con forza. Vorrei proporre,a questo proposito, un brano del Trovatore che è poco conosciuto, in quanto regolarmente tagliato dalla tradizione direttoriale. Si tratta della cabaletta dell'atto IV, dove Leonora dichiara il suo amore imperituro. E' una registrazione video del 1983 dall'Opera di Sydney, diretta come al solito dal marito, Richard Bonynge, molto vituperato, ma sicuro concertatore e, soprattutto, uno che la partitura la capiva, al di là delle dubbie capacità espressive. Poiché però in questo bellissimo brano la voce  di Joan è già un poco danneggiata, vorrei che  si ascoltasse anche la Sutherland ventinovenne (1955), in un'altra scena dal 4° atto del Trovatore. La versione è in inglese, perché allora il pubblico voleva l'opera nella sua lingua. Ma del resto, la Sutherland cantava sempre in inglese. da ultimo, come astenersi da questa meraviglia?

Pubblicato il 12/10/2010 alle 20.6 nella rubrica Diario.

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