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Desiderius
When I makes tea I makes tea, as old mother Grogan said. And when I makes water I makes water.
 
 
 
 
           
       

 

 

They fetch'd a web o' the silken claith,
Another o' the twine,
And they wapp'd them round that guide ship's side,
But still the sea came in.

Mio Dio, per chi stiamo suonando? Per le tre persone che sono qui. E per noi.

Carne, non note.
(Carlos Kleiber, provando Der Freischutz)

"Under the prevailing cultural ethos, phoniness is the new integrity." (Louis Bayard, the Washington Post)
 

“Our movies may have looked like home movies, but then our home wasn’t like anybody else’s.” 
(Andy Warhol)

"Is what you should think more important than what you think?"
(da Pat Condell)


“Supposing you got a crate of oranges that you opened, and you found all the top layer of oranges bad, you would not argue, ‘The underneath ones must be good, so as to redress the balance’; You would say, ‘Probably the whole lot is a bad consignment’.” (B.R.)

“En toda tribu no hay nada tan alarmante como las violaciones del código lingüístico”. (M.V. Montalban)"

"Ah! ah! monsieur l’abbé, vous faites le plaisant!" V.

"Tutti i forni vivono di vita propria, voi conoscete il vostro come io conosco il mio." Casalinga veneta

Mientras usted hace eso yo ya le he pegado media docena de naturales”. Manolete


Da tempo mi faccio vedere su altri blog con lo pseudonimo Erasmo. Questo blog, tuttavia, si chiama Desiderius perchè il nome Erasmo era già stato preso, e così pure Erasmus.  Il nick non è nato con particolari pretese, ma semplicemente perchè, per commentare un post di un altro blog, mi venne il destro di citare un brano da L'elogio della Follia. Da allora me lo sono tenuto, principalmente perchè incontro un sacco di anticlericali beceri, e vorrei distinguermi da loro, senza rinunciare a essere un mangiapreti. Mi pare che Erasmo fosse un anticlericale intelligente, tanto è vero che salvò la pelle.
Questo blog sarà però solo incidentalmente dedicato al rapporto fra società e Chiesa. Preferisco parlare di politica, di attualità e di musica. Scrivo qui per sistematizzare le mie idee, e non ho particolare desiderio di avere un pubblico, benchè ciò non mi dispiaccia.
Faccio orgogliosamente parte della redazione di Topgonzo, il blog dedicato ai fessi. In un'ottica di specializzazione, preferisco non occuparmi di fessi qui. Se vengono, saranno trattati con rispetto per la loro condizione.
 


Radio

                                        


 

 
7 dicembre 2010

Consiglio per la serata

E' possibile ci sia qualcosa di meglio da fare, stasera. Possibile, ma poco probabile. Suggerisco di sintonizzarsi su RAI5, a partire dalle 17, per la Walkiria scaligera. Chi non ce la fa per le 17, come il sottoscritto, non si perda d'animo: fortunatamente, l'opera è lunga abbastanza.

E' verosimile che ci siano state Walkirie migliori, ma, buttando lì una previsione, questa non dovrebbe essere troppo male.

Il libretto con testo a fronte (indispensabile) è qui . I temi sono qui.

Bisogna riconoscere che il Wagner dell'antipatico Muti era di molte spanne superiore. I confronti si devono fare alla Scala, perché il confronto con le orchestre tedesche non è proponibile. Baremboim si conferma un onesto mestierante, e un grande pianista mancato. Ho ascoltato con attenzione, non scevra da nervosismo, la spegazione del regista. Mi pare faccia premio l'opinione della grande Waltraud Meier (Sieglinde) che lamentava, nei giorni scorsi, come il regista fosse tutto preso dalla ripresa televisiva, e lasciasse i cantanti allo sbando. Abbiamo quindi effetti scenici visibili ai soli telespettatori e non agli spettatori in sala, simbolismi assolutamente impervi, e un pover crist neozelandese, nella parte di Siegmund, che, già afflitto da un fisico e da una voce inadatti al ruolo, muore con involontaria comicità, visto che nessuno gli ha spiegato che pesci pigliare. Quando gli si spezza la spada sembra Willy Coyote. Taccio del vezzo di vestire i cantanti con abbigliamento moderno (in questo caso preso dal film 1997 - Fuga da New York.). Quando una cosa così venne in mente a Patrice Chéreau negli anni 70, oltre a essere una novità, oltre a essere sorretta da solide ragioni (certo discutibili, ma solide) era resa con grande maestria e in ricercato connubio con un eccezionale contributo musicale (Boulez e alcuni grandi cantanti, nonché, sputaci sopra, l'orchestra di Bayreuth). Oggi non è così, anche se la compagine di canto è complessivamente buona. Improvvisatori. Sono improvvisatori.

 




permalink | inviato da Desiderius il 7/12/2010 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


 

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